...Che INIZIATIVE c"avé?

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Basta! Parlamento pulito
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giovedì 1 ottobre 2009

So che a molti non piace...







... ma a me Di Pietro... più passa il tempo più mi sta simpatico...














domenica 3 maggio 2009

Indovinello...

  


SARKOZY

              

         



          +              



     DIVORZIO

                         

 



 


 =     

             


        

 CARLA BRUNI

                                                

 

 

        





        


  


               BERLUSCONI

  



+        


      

     DIVORZIO



 =                


INDOVINA CHI?


ALCUNE POSSIBILI “PAPABILI”…


 

          MARA CARFAGNA?









         NOEMI LETIZIA "PAPI"?

domenica 29 marzo 2009

Musica Maestro!

Non mi considero affatto un esperto musicale ... 


ad ogni modo ... quando un amico pisano mi ha passato questa canzone ... 

sono rimasto letteralmente (e non) a bocca aperta!

e quindi ve la segnalo qui di seguito ...


Buon ascolto!

PS. Attente caste orecchie! Il contenuto di questa canzone potrebbe offendervi ...


giovedì 19 febbraio 2009

O tempora, o mores!

Oggi è il 19 di febbraio del 2009 e voglio fare qui una previsione che, spero, non si avveri:

 

se tutto procede come al solito.. credo proprio che tra poco vedremo in Italia un referendum come quello che si è svolto in Venezuela da poco e che ha dato a Chávez e compagnia bella la possibilità di ricandidarsi a vita (“Deo volente” come ha commentato il ditt.. ops.. presidente del Venezuela).

 

Il presidente del Consiglio italiano farà lo stesso?

 

Non credo… quello che verrà chiesto in Italia è se vogliamo eleggere a vita Berlusconi come:

 

IMPERATOR SACRI ROMANI IMPERII

 

E magari chiederà a papa Ratzi di incoronarlo in Vaticano seguendo alcuni illustri predecessori: Carlomagno, Carlo V, Napoleone, etc.

 

O addirittura non solo chiederà di diventare IMPERATOR ma anche PONTIFEX MAXIMUS, così da poter riunire in una sola persona (quasi alla stragua della divinità) tanto il potere temporale come quello spirituale!!!

 

Nel frattempo vediamo già come il lodo ALFANO sta togliendo i macigni dalle scarpe del Berlusca… l’avvocato Mills è stato condannato per corruzione (per aver detto il falso a favore di Berlusconi), Previti è stato già condannato, ora è sotto processo Confalonieri…

 

O tempora, o mores!


PS. Il post, dato il suo carattere latineggiante, è dedicato, naturalmente, ad Andrea.. J

lunedì 9 febbraio 2009

Eluana Englaro...

Credo proprio che con la vicenda di Eluana Englaro l’Italia stia toccando il fondo…


e Berlusconi sta confermando il suo intimo desiderio di convertire il Bel Paese in Berlusconia…


non mi rimane che chiedere alla Spagna o all’America lo stato di rifugiato… e per quanto mi riguarda continuerò a lottare contro Il Grande Dittatore (mi riferisco, naturalmente, al film di Charlie Chaplin…) da qua…


La Chiesa… che come una (o la?) Piovra vuole arrivare con i suoi tentacoli dapperttutto.. e i credenti tutti con i loro stricioni a favore della [non] vita di Eluana dovrebbero chiedersi prima di tutto una cosa: 


Eluana è/era cattolica? 


E se non lo fosse stata? 


Perché la Chiesa dovrebbe impradronirsi della sua vita? 


Della sua decisione di morire piuttosto che vivere in uno stato vegetativo?


Se mi dovesse capitare qualcosa del genere (spero di no, naturalmente) vorrei che i miei genitori agissero come quelli di Eluana… 


e se ci sarà qualcuno che vorrà bloccare il destino da me scelto e confermato dalla mia famiglia..


per favore... sputategli in faccia…


Grazie.



venerdì 24 ottobre 2008

Nomina sunt consequentia rerum





Il caro papà Dante, riprendendo una glossa del Corpus iuris civilis di Giustiniano, ha scritto nella Vita Nuova (XIII.4):

"Nomina sunt consequentia rerum". 

giovedì 23 ottobre 2008

La bella (!?) e la bestia!


























Eccoci di nuovo qua con il nostro caro presidente e la sua ministro che senza mezzi termini si scagliano contro gli studenti e le proteste che stanno prendendo piede questi giorni in Italia. Il Berlusca annuncia in un primo momento l’utilizzo della Polizia per sgomberare le università occupate… e poi, come al solito, si rimangia quello che aveva affermato il giorno prima (Repubblica.it) … e per non smentirsi dà la colpa ai centri sociali di sinistra o ai gruppi universitari comunisti di aver organizzato il tutto … (se così fosse, a me sembra che praticamente quasi tutti gli studenti universitari in Italia sono di sinistra..)… la ministro, da parte sua, dichiara che si tratta di una “campagna terroristica”. Proprio una bella coppia. Il caro Umberto Bossi che di cavolate, secondo il sottoscritto, ne dice tante.. tempo fa ha detto una piccola verità: “Ma che ci sta a fare un avvocato al Ministero dell’Istruzione?”. Nonostante tutto, il consenso popolare di Berlusconi sta crescendo… non è, questo, qualcosa di meraviglioso e stravagante?


E con Battisti, vorrei dedicare questa canzone all’On. Gelmini:

Che ne sai tu della riforma della scuola

Se poi te la decidi da sola

la paura d'esser fregato dal nano, che ne sai?

….

Conosci Silvio,

l’amico tuo,

e per questo,

sei ministro suo…

e nuove notti e nuovi giorni (di occupazione!)

ministro non odiarmi se puoi…

Davanti a te

C’è un’altra via

Tornatene in Lombardia…

J

venerdì 7 marzo 2008

L'Inferno esiste! ;-)

Cari amici, tempo fa avevo pubblicato un post mettendo in dubbio l'idea che l'inferno potesse esistere... ebbene... dopo aver letto Boccaccio, mi devo ricredere... tutto dipende sempre dal punto di vista, no?!
È una novella che non si studia a scuola... e se avrete la pazienza di leggerla (ci vogliono meno di cinque minuti) ne capirete il perché...

Naturalmente la tentazione di fare qualche commento sul vecchio post e relazionarlo in una qualche maniera col presente è molto forte... ma per evitare scomuniche ai membri (diavoli) di Che vita fé? ho deciso di auto-censurarmi, lasciando alla vostra immaginazione il resto...

PS Dedico questo post a.... :-p

Cari saluti dalla Grande Mela e buon divertimento con la lettura!

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Boccaccio, Decameron, Giornata III, Novella 10.

Alibech diviene romita, a cui Rustico monaco insegna rimettere il diavolo in inferno; poi, quindi tolta, diventa moglie di Neerbale.

Dioneo, che diligentemente la novella della reina ascoltata avea, sentendo che finita era e che a lui solo restava il dire, senza comandamento aspettare, sorridendo cominciò a dire.

Graziose donne, voi non udiste forse mai dire come il diavolo si rimetta in inferno; e per ciò, senza partirmi guari dallo effetto che voi tutto questo dì ragionato avete, io il vi vo'dire; forse ancora ne potrete guadagnare l'anima avendolo apparato, e potrete anche conoscere che, quantunque Amore i lieti palagi e le morbide camere più volentieri che le povere capanne abiti, non è egli per ciò che alcuna volta esso fra'folti boschi e fra le rigide alpi e nelle diserte spelunche non faccia le sue forze sentire; il perché comprender si può alla sua potenza essere ogni cosa suggetta.

Adunque, venendo al fatto, dico che nella città di Capsa in Barberia fu già un ricchissimo uomo, il quale tra alcuni altri suoi figliuoli aveva una figlioletta bella e gentilesca, il cui nome fu Alibech. La quale, non essendo cristiana e udendo a molti cristiani che nella città erano molto commendare la cristiana fede e il servire a Dio, un dì ne domandò alcuno in che maniera e con meno impedimento a Dio si potesse servire. Il quale le rispose che coloro meglio a Dio servivano che più delle cose del mondo fuggivano, come coloro facevano che nelle solitudini de' diserti di Tebaida andati se n'erano.

La giovane, che semplicissima era e d'età forse di quattordici anni, non da ordinato disidero ma da un cotal fanciullesco appetito mossa, senza altro farne ad alcuna persona sentire, la seguente mattina ad andar verso il diserto di Tebaida nascosamente tutta sola si mise; e con gran fatica di lei, durando l'appetito, dopo alcun dì a quelle solitudini pervenne; e veduta di lontano una casetta, a quella n'andò, dove un santo uomo trovò sopra l'uscio, il quale, maravigliandosi di quivi vederla, la domandò quello che ella andasse cercando. La quale rispose, che, spirata da Dio andava cercando d'essere al suo servigio, e ancora chi le 'nsegnasse come servire gli si conveniva.

Il valente uomo, veggendola giovane e assai bella, temendo non il demonio, se egli la ritenesse, lo 'ngannasse, le commendò la sua buona disposizione; e dandole alquanto da mangiare radici d'erbe e pomi salvatichi e datteri e bere acqua, le disse:

- Figliuola mia, non guari lontan di qui è un santo uomo, il quale di ciò che tu vai cercando è molto migliore maestro che io non sono; a lui te n'andrai; - e misela nella via.

Ed ella, pervenuta a lui e avute da lui queste medesime parole, andata più avanti, pervenne alla cella d'uno romito giovane, assai divota persona e buona, il cui nome era Rustico, e quella dimanda gli fece che agli altri aveva fatta. Il quale, per volere fare della sua fermezza una gran pruova, non come gli altri la mandò via o più avanti, ma seco la ritenne nella sua cella; e venuta la notte, un lettuccio di frondi di palma le fece da una parte e sopra quello le disse si riposasse.

Questo fatto, non preser guari d'indugio le tentazioni a dar battaglia alle forze di costui; il quale, trovandosi di gran lunga ingannato da quelle, senza troppi assalti voltò le spalle e rendessi per vinto; e lasciati stare dall'una delle parti i pensier santi e l'orazioni e le discipline, a recarsi per la memoria la giovinezza e la bellezza di costei 'ncominciò, e oltre a questo a pensar che via e che modo egli dovesse con lei tenere, acciò che essa non s'accorgesse lui come uomo dissoluto pervenire a quello che egli di lei disiderava. E tentato primieramente con certe domande, lei non aver mai uomo conosciuto conobbe e così essere semplice come parea; per che s'avvisò come, sotto spezie di servire a Dio, lei dovesse recare a' suoi piaceri. E primieramente con molte parole le mostrò quanto il diavolo fosse nemico di Domeneddio; e appresso le diede ad intendere che quello servigio che più si poteva far grato a Dio si era rimettere il diavolo in inferno, nel quale Domeneddio l'aveva dannato.

La giovinetta il domandò, come questo si facesse. Alla quale Rustico disse:
- Tu il saprai tosto, e perciò farai quello che a me far vedrai; - e cominciossi a spogliare quegli pochi vestimenti che aveva, e rimase tutto ignudo, e così ancora fece la fanciulla, e posesi ginocchione a guisa che adorar volesse e dirimpetto a sé fece star lei.

E così stando, essendo Rustico più che mai nel suo disidero acceso per lo vederla così bella, venne la resurrezion della carne, la quale riguardando Alibech e maravigliatasi, disse:
- Rustico, quella che cosa è che io ti veggio che così si pigne in fuori, e non l'ho io?

- O figliuola mia, - disse Rustico - questo è il diavolo di che io t'ho parlato. E vedi tu? ora egli mi dà grandissima molestia, tanta che io appena la posso sofferire.

Allora disse la giovane:
- Oh lodato sia Iddio, ché io veggio che io sto meglio che non stai tu, ché io non ho cotesto diavolo io.

Disse Rustico:
- Tu di'vero, ma tu hai un'altra cosa che non la ho io, e haila in iscambio di questo.

Disse Alibech: - O che?

A cui Rustico disse:
- Hai il ninferno; e dicoti che io mi credo che Iddio t'abbia qui mandata per la salute della anima mia, per ciò che se questo diavolo pur mi darà questa noia, ove tu vogli aver di me tanta pietà e sofferire che io in inferno il rimetta, tu mi darai grandissima consolazione e a Dio farai grandissimo piacere e servigio, se tu per quello fare in queste parti venuta se', che tu di'.

La giovane di buona fede rispose:
- O padre mio, poscia che io ho il ninferno, sia pure quando vi piacerà.

Disse allora Rustico:
- Figliuola mia, benedetta sia tu; andiamo dunque, e rimettiamlovi sì che egli poscia mi lasci stare.

E così detto, menata la giovane sopra uno de' loro letticelli, le 'nsegnò come star si dovesse a dovere incarcerare quel maladetto da Dio.

La giovane, che mai più non aveva in inferno messo diavolo alcuno, per la prima volta sentì un poco di noia, per che ella disse a Rustico:
- Per certo, padre mio, mala cosa dee essere questo diavolo, e veramente nimico di Dio, ché ancora al ninferno, non che altrui, duole quando egli v'è dentro rimesso.

Disse Rustico:
- Figliuola, egli non avverrà sempre così.

E per fare che questo non avvenisse, da sei volte, anzi che di su il letticel si movessero, ve 'l rimisero, tanto che per quella volta gli trasser sì la superbia del capo, che egli si stette volentieri in pace.

Ma, ritornatagli poi nel seguente tempo più volte, e la giovane ubbidiente sempre a trargliele si disponesse, avvenne che il giuoco le cominciò a piacere, e cominciò a dire a Rustico:

- Ben veggio che il ver dicevano que'valentuomini in Capsa, che il servire a Dio era così dolce cosa; e per certo io non mi ricordo che mai alcuna altra ne facessi che di tanto diletto e piacer mi fosse, quanto è il rimetter il diavolo in inferno; e per ciò io giudico ogn'altra persona, che ad altro che a servire a Dio attende, essere una bestia.

Per la qual cosa essa spesse volte andava a Rustico, e gli dicea:
- Padre mio, io son qui venuta per servire a Dio e non per istare oziosa; andiamo a rimettere il diavolo in inferno.

La qual cosa faccendo, diceva ella alcuna volta:
- Rustico, io non so perché il diavolo si fugga del ninferno; ché, s'egli vi stesse così volentieri come il ninferno il riceve e tiene, egli non se ne uscirebbe mai.

Così adunque invitando spesso la giovane Rustico e al servigio di Dio confortandolo, sì la bambagia del farsetto tratta gli avea, che egli a tal ora sentiva freddo che un altro sarebbe sudato; e per ciò egli incominciò a dire alla giovane che il diavolo non era da gastigare né da rimettere in inferno se non quando egli per superbia levasse il capo: - E noi per la grazia di Dio l'abbiamo sì sgannato, che egli priega Iddio di starsi in pace ; - e così alquanto impose di silenzio alla giovane.

La qual, poi che vide che Rustico più non la richiedeva a dovere il diavolo rimettere in inferno, gli disse un giorno:

- Rustico, se il diavolo tuo è gastigato e più non ti dà noia, me il mio ninferno non lascia stare; per che tu farai bene che tu col tuo diavolo aiuti attutare la rabbia al mio ninferno, com'io col mio ninferno ho aiutato a trarre la superbia al tuo diavolo.

Rustico, che di radici d'erba e d'acqua vivea, poteva male rispondere alle poste; e dissele che troppi diavoli vorrebbono essere a potere il ninferno attutare, ma che egli ne farebbe ciò che per lui si potesse; e così alcuna volta le sodisfaceva, ma sì era di rado, che altro non era che gittare una fava in bocca al leone; di che la giovane, non parendole tanto servire a Dio quanto voleva, mormorava anzi che no.

Ma, mentre che tra il diavolo di Rustico e il ninferno d'Alibech era, per troppo disiderio e per men potere, questa quistione, avvenne che un fuoco s'apprese in Capsa, il quale nella propria casa arse il padre d'Alibech con quanti figliuoli e altra famiglia avea; per la qual cosa Alibech d'ogni suo bene rimase erede. Laonde un giovane chiamato Neerbale, avendo in cortesia tutte le sue facultà spese, sentendo costei esser viva, messosi a cercarla e ritrovatala avanti che la corte i beni stati del padre, sì come d'uomo senza erede morto, occupasse, con gran piacere di Rustico e contra al volere di lei la rimenò in Capsa e per moglie la prese, e con lei insieme del gran patrimonio divenne erede. Ma, essendo ella domandata dalle donne di che nel diserto servisse a Dio, non essendo ancor Neerbale giaciuto con lei, rispose che il serviva di rimettere il diavolo in inferno, e che Neerbale aveva fatto gran peccato d'averla tolta da così fatto servigio.

Le donne domandarono: - Come si rimette il diavolo in inferno?

La giovane, tra con parole e con atti, il mostrò loro. Di che esse fecero sì gran risa che ancor ridono, e dissono:
- Non ti dar malinconia, figliuola, no, ché egli si fa bene anche qua; Neerbale ne servirà bene con esso teco Domeneddio.

Poi l'una all'altra per la città ridicendolo, vi ridussono in volgar motto che il più piacevol servigio che a Dio si facesse era il rimettere il diavolo in inferno; il qual motto passato di qua da mare ancora dura.

E per ciò voi, giovani donne, alle quali la grazia di Dio bisogna, apparate a rimettere il diavolo in inferno, per ciò che egli è forte a grado a Dio e piacer delle parti, e molto bene ne può nascere e seguire.

giovedì 24 gennaio 2008

Io non ci sto… quando è troppo, è troppo…


Ho sempre cercato di mantenermi distante da un certo tipo di situazioni ma ormai siamo giunti ad un livello tale che non è più possibile tacere e non esprimere il mio più grande ed immenso (infinito, direi) disdegno verso la classe politica italiana… Come voi tutti ben sapete sono più di tre anni che trascorro gran parte dell’anno all’estero e probabilmente questa mia “lontananza” mi permette di apprezzare meglio i pregi e i difetti del Bel Paese… Sono fiero (o meglio, orgoglione) di essere italiano… ma se c’è una cosa di cui mi vergogno questa è senza dubbio, e lo scrivo con lettera maiuscula, la CLASSE POLITICA ITALIANA… e quello che è successo oggi al Senato è solo uno dei tanti episodi che mi danno rabbia e mi fanno vergognare del mio/nostro paese… che il Governo Prodi non avesse basi solide questo lo si sapeva da tempo… e non sta a me, dato che non mi reputo assolutamente un esperto di politica, giudicare la decisione dell’attuale Presidente del Consiglio di chiedere la fiducia alla Camera e al Senato per continuare con il suo mandato…

Quello che sì vorrei commentare è l’uscita dell’UDEUR dalla maggioranza… e, naturalmente, il comportamento dei senatori di questo pomeriggio..

1a) Beh.. per quanto riguarda il primo punto c’è poco da commentare… dica quello che vuole Mastella.. ma a me sembra più una ripicca che un atto meditato... nel momento in cui è arrivato un avviso di garanzia alla moglie si è sentito attaccato e ha mollato tutto… gesto che in un primo momento avevo considerato doveroso (dato che la moglie del Ministro di Giustizia è indagata insieme ad altre teste calde del suo partito, mi sembrava più che opportuno, per il conflitto di interessi –Berlusconi non docet- che il Ministro si dimetta…).. e anche l’appoggio esterno al Governo mi era sembrata una decisione opportuna… ma alla fine si è rivelata per quello che era: un escamotage per prender tempo e poi ritirare la fiducia al governo Prodi… a proposito di fiducia, credo che la cosa più divertente sia stata la fiducia incondizionata del suo partito.. nessuno ha messo in dubbio le attività della moglie del Ministro o degli altri elementi di spicco del clan UDEUR… se qualcuno ha sbagliato... di certo sono stati i giudici…

1b) un altro aspetto divertente di tutta la questione è il supposto “abuso” da parte della magistratura del suo ufficio… mi riferisco naturalmente alle intercettazioni… perdonate l’ignoranza ma se i giudici sospettano che ci siano degli illeciti e vogliono accertare se le cose stanno così oppure no attraverso le intercettazioni… devono chiedere il consenso? Sinceramente a me la cosa sembra surreale… facciamo un esempio… alla Benigni… mettiamo caso che la magistratura voglia registrare le telefonate tra Berlusconi e Saccà per confermare o smentire il sospetto che ci siano dei giochi di potere tra i due non troppo “puliti”… che dovrebbe fare? Telefonare prima ad entrambi dicendogli: “Scusate.. dalle ore 14 di domani pomeriggio registreremo le vostre telefonate.. potreste, per favore, non parlare di favori, favoretti, modelle da piazzare in programmi, serie tv sul Barbarossa per accontentare il Senatur, ecc.”? E fare la stessa cosa con la moglie di Mastella? Immaginatevi la telefonata (“Buongiorno. Parlo con la signora …? Sono il giudice xxx. Volevo comunicarLe che da domani terremo sotto controllo il Suo telefono, quindi La prego di non attaccare verbalmente nessuno, di non dichiarare “morto” [“politicamente” è stata poi la spiegazione] nessuno, ecc..”). Divertente, no?! È come se la polizia prima di arrestare un criminale gli dicesse: guarda, se domani assalti questa banca e c’è una pattuglia nei dintorni, se possiamo ti arrestiamo e ti mettiano dentro... Naturalmente, sul fatto che poi queste intercettazioni diventino di dominio pubblico non mi pronuncio… per un lato credo che non sia giusto, perché dovrebbe vigere il segreto istruttorio… dall’altro sono contento, perché così tutti gli italiani possono conoscere i giochi sporchi della politica (che di certo non saranno una novità..)…

2) Questo pomeriggio c’è stato il discorso di Prodi al Senato nel tentativo di accappararsi la maggioranza e seguire con il suo mandato. Uno dei senatori UDEUR, Nuccio Cusumano, ha deciso di dare il suo voto di fiducia al governo Prodi contravvenendo all’ordine del suo partito di dire “no”. Scelte sue, motivate da sue ragioni personali che non conosco. Cosa è successo al Senato? Indignazione, urla, minacce, accuse, addirittura sembra che il senatore UDEUR Barbato gli abbia sputato.. sono volate parole grosse come: “cesso, troia, frocio, checca squallida..” http://www.repubblica.it/2008/01/dirette/sezioni/politica/crisi-governo-prodi/24-gen/index.html

Queste sono le persone che dovrebbero rappresentarci? Le stesse persone che dilapidano ogni anno milioni di euro per i loro sporchi comodi? (scilicet: portaborse, pensione vitalizia, trasporti nazionali gratis, cinema e palestra gratis, ecc.? Solo per ricordare alcuni dei pochi benefici di cui gode questa classe politica alquanto disgustosa…)

Senza parlare poi della situazione napoletana (= spazzatura) che mi/ci fa vergognare di fronte agli occhi del mondo intero… e quello che più mi fa rabbia è che per le loro assurdità nessuno paga…

Se io commetto un reato.. o se semplicemente sbaglio qualcosa in un modo o l’altro pago.. i politici NO.. giusto l’altro giorno c’era un articolo che parlava della chiusura del portale http://www.italia.it/ (http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/scienza_e_tecnologia/italia-punto-it/italia-punto-it/italia-punto-it.html): ebbene, sono stati spesi 7 milioni di euro per la sua creazione e gestione.. che naturalmente ora è stata annullata… il portale è stato chiuso fino a data da destinarsi. Ora.. dove sono andati a finire quei soldi? Chi l’ha presi? Chi l’ha spesi? VERGOGNA.

Perché per i politici non vale la stessa regola che per i prodotti che compriamo? Se acquisto una maglia troppo grande, vado al negozio e la cambio. Se acquisto un modem che non funziona o che non riesco, dopo mille tentativi (grazie Cecco!), a far funzionare lo cambio. E naturalmente, c’è anche la possibilità del recesso: se il prodotto non mi piace oppure ho cambiato idea, lo restituisco e mi ridanno i soldi.
Classe politica italiana: NON MI PIACETE AFFATTO. Per favore restituite i soldi che avete speso inutilmente agli italiani e andatevene a casa.
Vogliamo aiutare i conti pubblici italiani? Vogliamo dare più soldi agli ospedali, all’educazione, alle famiglie? Ecco la soluzione: dimezziamo il numero dei parlamentari e dei senatori (una delle poche idee illuminanti di questo governo di cui poi non si è più parlato), dimezziamo i loro benefici, e dimezziamo lo stipendio di quei pochi eletti che rimarranno.

Scusate lo sfogo.. ma veramente.. non se ne può più...

lunedì 23 aprile 2007

Devio "Borrelli" Paolini



Eccomi qua.. il vostro inviato da New York (ancora per poco, dato che il mio ritorno in Europa è previsto per fine maggio).. vedo insomma che ve la spassate da quelle parti.. mentre qua, come ben sapete, non si fa altro che lavorare.. da un paio di giorni, non di più, sembra che anche da queste parti sia arrivata, finalmente, la primavera.. lo studio e le classi proseguono bene..

nella foto di gruppo che si trova nella testata del blog... quasi non mi riconosco.. con quelle sopracciglia sembro quasi Peo Pericoli!! quindi ho pensato bene di aggiungere un'altra foto.. scattata in Messico dopo una faticosa salita..

per ora è tutto ma prometto di deliziarvi presto con notizie dalla Grande Mela e con una piccola rubrica culturale in cui mi occuperò di commento e analisi di brevi passi ripresi da opere medievali e rinascimentali (spagnole e italiane naturalmente).

A presto,

Devio "Borrelli" Paolini