...Che INIZIATIVE c"avé?

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Basta! Parlamento pulito

mercoledì 26 marzo 2008

... Preparate i lupetti di ordinanza ;-)...

“Un abraço: Brasil. Jazz & dintorni”

Giancarlo Maurino sax tenore, sax soprano
Roberto Taufic chitarra

Per la serata dedicata al Brasile abbiamo pensato ad una piccola formazione che fosse in grado di restituire il profumo e il fascino di una musica tanto ricca di umori e influenze. Il duo formato dal sassofonista Giancarlo Maurino e dal chitarrista brasiliano (ma nato in Honduras) Roberto Taufic appare ideale, soprattutto se inserito in quella bomboniera che è il teatro Ferrari di San Marcello.
I due musicisti condividono una partnership fin dal 1994, quando accompagnarono in tournee la grande cantante Elsa Soares. Da allora hanno preferito questa formula, cameristica e raccolta, ma foriera di ampie sollecitudini, in particolare quando Maurino alterna i suoi sassofoni. Musicista di vasta esperienza (colonne sonore con Trovajoli, Morricone, Piccioni, Ortolani; collaborazioni con jazzisti e cantanti pop), egli ha trovato nei ricami fantasiosi e puntuali di Taufic, chitarrista acustico tra i più entusiasmanti della scena, l’interlocutore ideale. Così brani originali e classici, da Jobim a Guinga, si confondono con riletture di standard e blues, nella ricerca costante di una tensione poetica figlia di un’intesa umana e artistica profonda come poche.
Un messaggio lirico e vigoroso allo stesso tempo, con in filigrana mondi diversi e lontani in cui tutti gli spettatori potranno riconoscersi.

Venerdì 4 aprile 2008 Teatro P. Ferrari
ore 21.30
Ingresso libero
Viale Rossetti
San Marcello (AN)

... Prossimi appuntamenti...


OMAGGIO A CHET BAKER

Giulio Libano
, direzione e arrangiamenti
Paolo Fresu, tromba e flicorno
Tino Tracanna, sax tenore e soprano
Roberto Cipelli, pianoforte
Attilio Zanchi, contrabbasso
Ettore Fioravanti, batteria
FORM, Orchestra Filarmonica Marchigiana

È il fiore all'occhiello della programmazione 2008 di Marche Jazz Network.
Un progetto davvero speciale all'insegna del ricordo di uno dei più grandi poeti del jazz: Chet Baker. A rendere omaggio al compianto trombettista statunitense, scomparso tragicamente ad Amsterdam il 13 maggio del 1998, è uno dei suoi più legittimi eredi musicali: Paolo Fresu. Il trombettista sardo, uno dei jazzisti italiani di maggior respiro internazionale, salirà sul palcoscenico di tre fra i principali teatri marchigiani assieme al suo abituale quintetto e alla FORM - Orchestra Filarmonica Marchigiana, la più importante compagine sinfonica della regione. Responsabile degli arrangiamenti e della direzione d'orchestra è una personalità storica della musica italiana, Giulio Libano, che collaborò con lo stesso Chet Baker nel 1959, in occasione della realizzazione dell'album Plays and Sings.

Lunedì 21 aprile 2008 Teatro Pergolesi
ore 21,15

Piazza della Repubblica, 9
Jesi (AN)

giovedì 20 marzo 2008

Per quest'anno sono a posto!

Questa sera andrò a vedere Ayn Inserto alla Fenice...
Ci andrò spontaneamente...
E ci sarei andato pacatamente.... serenamente.... se il musico del gruppo non mi avesse scritto le seguenti righe in chat:

trenta studenti ieri, purtroppo non ce l'hanno fatta...
... erano 30 fans dei REM

a metà concerto parecchi non ce l'hanno fatta più a reggere la tensione e hanno preso a randellate un certo E.B. (e questo è un bene)

Mi sa che stavolta, anche se non sono stato pressato dal musico in questione, vincerò l'edizione 2008 del Pass Salvavita!

Di seguito la motivazione del premio:

martedì 11 marzo 2008

A ciascuno il suo Critical...

Sabato 8 Marzo 2008 - ore 17 - Piazza Roma - Senigallia

Lucacecco, Elisabetta ed Ele hanno presenziato, portando una fettina di ...Che vita fè? al Primo Critical Mass senigalliese, pedalando insieme ad un centinaio di persone che c'hanno creduto, l'hanno organizzato, divulgato, spinto come potevano... anche solo passando parola!
Eravamo solo tre su 15, ma lo so che avreste voluto esserci tutti, quindi ora mi aspetto che pacatamente... serenamente.... ognuno degli assenti ripari alla propria assenza promuovendo un'iniziativa analoga.
Per questo, mi metto d'impegno e vi do dei suggerimenti, cari assenti del Critical Mass!

Bec e Barto potrebbero organizzare il Critical Splash: alle prossime gare a cui parteciperanno, si tufferanno de panza e si faranno la vasca nuotando a cagnolino, sensibilizzando i nuotatori alla riduzione degli schizzi d'acqua
Marco può promuovere il Critical Sax: stazionando ai semafori della città, intonerà ripetutamente Red Wind di Jan Garbarek a tutte le macchine che passano di lì e si devono fermare al rosso... secondo me la riduzione del traffico sarà sensibile
Vale sarà l'anima del Critical Phon, non nel senso di asciugacapelli, ma di vento caldo: niente di diverso dal Critical Mass tradizionale, solo che si svolge in un giorno di garbino di inizio Luglio, con la temperatura che sfiora i 41° C, almeno non fa storie per salire in bici!
Lulla farà di tutto per permettere lo svolgimento del Critical Work: un sabato pomeriggio nel proprio ufficio a spostare pratiche da uno scaffale all'altro, zigzagando lentamente in bicicletta tra le scrivanie dei colleghi
Chiara e Aurèlien organizzeranno la Masse Problématique a Lione: giro in bici della città francese con passaggi su Pont Porton, Pont Zavattì, le Stradon Rhone, la Gare de Lyon, Cours 14 Julliet e Place Paris
Devio ovviamente sarà presidente del MLCNY, che promuoverà il Primo Bicincittà di Manhattan.
Massimo e Giobina saranno gli artefici del Critical Ski: una discesa del muro verticale della Saslong di Selva di Val Gardena effettuata a 4 Km/h, col rischio di trovarsi un tedesco di Neustadt an der Weinstrasse che avrà appena montato le minigonne ai suoi sci bianchi e ringhierà dietro di loro mandandoli a cagare in tutti i dialetti teutonici.
Livio e Scorcio potrebbero invece pensare al C.R.I.tical Mass: cercando di convincere tutte le guardie mediche ed i volontari della Croce Rossa senigalliese a partire durante le emergenze non più coi mezzi in dotazione, ma con bici, tandem, pattini, skateboard... ovviamente mantenendo invariati i tempi di intervento e portandosi a spalla l'attrezzatura necessaria!

venerdì 7 marzo 2008

L'Inferno esiste! ;-)

Cari amici, tempo fa avevo pubblicato un post mettendo in dubbio l'idea che l'inferno potesse esistere... ebbene... dopo aver letto Boccaccio, mi devo ricredere... tutto dipende sempre dal punto di vista, no?!
È una novella che non si studia a scuola... e se avrete la pazienza di leggerla (ci vogliono meno di cinque minuti) ne capirete il perché...

Naturalmente la tentazione di fare qualche commento sul vecchio post e relazionarlo in una qualche maniera col presente è molto forte... ma per evitare scomuniche ai membri (diavoli) di Che vita fé? ho deciso di auto-censurarmi, lasciando alla vostra immaginazione il resto...

PS Dedico questo post a.... :-p

Cari saluti dalla Grande Mela e buon divertimento con la lettura!

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Boccaccio, Decameron, Giornata III, Novella 10.

Alibech diviene romita, a cui Rustico monaco insegna rimettere il diavolo in inferno; poi, quindi tolta, diventa moglie di Neerbale.

Dioneo, che diligentemente la novella della reina ascoltata avea, sentendo che finita era e che a lui solo restava il dire, senza comandamento aspettare, sorridendo cominciò a dire.

Graziose donne, voi non udiste forse mai dire come il diavolo si rimetta in inferno; e per ciò, senza partirmi guari dallo effetto che voi tutto questo dì ragionato avete, io il vi vo'dire; forse ancora ne potrete guadagnare l'anima avendolo apparato, e potrete anche conoscere che, quantunque Amore i lieti palagi e le morbide camere più volentieri che le povere capanne abiti, non è egli per ciò che alcuna volta esso fra'folti boschi e fra le rigide alpi e nelle diserte spelunche non faccia le sue forze sentire; il perché comprender si può alla sua potenza essere ogni cosa suggetta.

Adunque, venendo al fatto, dico che nella città di Capsa in Barberia fu già un ricchissimo uomo, il quale tra alcuni altri suoi figliuoli aveva una figlioletta bella e gentilesca, il cui nome fu Alibech. La quale, non essendo cristiana e udendo a molti cristiani che nella città erano molto commendare la cristiana fede e il servire a Dio, un dì ne domandò alcuno in che maniera e con meno impedimento a Dio si potesse servire. Il quale le rispose che coloro meglio a Dio servivano che più delle cose del mondo fuggivano, come coloro facevano che nelle solitudini de' diserti di Tebaida andati se n'erano.

La giovane, che semplicissima era e d'età forse di quattordici anni, non da ordinato disidero ma da un cotal fanciullesco appetito mossa, senza altro farne ad alcuna persona sentire, la seguente mattina ad andar verso il diserto di Tebaida nascosamente tutta sola si mise; e con gran fatica di lei, durando l'appetito, dopo alcun dì a quelle solitudini pervenne; e veduta di lontano una casetta, a quella n'andò, dove un santo uomo trovò sopra l'uscio, il quale, maravigliandosi di quivi vederla, la domandò quello che ella andasse cercando. La quale rispose, che, spirata da Dio andava cercando d'essere al suo servigio, e ancora chi le 'nsegnasse come servire gli si conveniva.

Il valente uomo, veggendola giovane e assai bella, temendo non il demonio, se egli la ritenesse, lo 'ngannasse, le commendò la sua buona disposizione; e dandole alquanto da mangiare radici d'erbe e pomi salvatichi e datteri e bere acqua, le disse:

- Figliuola mia, non guari lontan di qui è un santo uomo, il quale di ciò che tu vai cercando è molto migliore maestro che io non sono; a lui te n'andrai; - e misela nella via.

Ed ella, pervenuta a lui e avute da lui queste medesime parole, andata più avanti, pervenne alla cella d'uno romito giovane, assai divota persona e buona, il cui nome era Rustico, e quella dimanda gli fece che agli altri aveva fatta. Il quale, per volere fare della sua fermezza una gran pruova, non come gli altri la mandò via o più avanti, ma seco la ritenne nella sua cella; e venuta la notte, un lettuccio di frondi di palma le fece da una parte e sopra quello le disse si riposasse.

Questo fatto, non preser guari d'indugio le tentazioni a dar battaglia alle forze di costui; il quale, trovandosi di gran lunga ingannato da quelle, senza troppi assalti voltò le spalle e rendessi per vinto; e lasciati stare dall'una delle parti i pensier santi e l'orazioni e le discipline, a recarsi per la memoria la giovinezza e la bellezza di costei 'ncominciò, e oltre a questo a pensar che via e che modo egli dovesse con lei tenere, acciò che essa non s'accorgesse lui come uomo dissoluto pervenire a quello che egli di lei disiderava. E tentato primieramente con certe domande, lei non aver mai uomo conosciuto conobbe e così essere semplice come parea; per che s'avvisò come, sotto spezie di servire a Dio, lei dovesse recare a' suoi piaceri. E primieramente con molte parole le mostrò quanto il diavolo fosse nemico di Domeneddio; e appresso le diede ad intendere che quello servigio che più si poteva far grato a Dio si era rimettere il diavolo in inferno, nel quale Domeneddio l'aveva dannato.

La giovinetta il domandò, come questo si facesse. Alla quale Rustico disse:
- Tu il saprai tosto, e perciò farai quello che a me far vedrai; - e cominciossi a spogliare quegli pochi vestimenti che aveva, e rimase tutto ignudo, e così ancora fece la fanciulla, e posesi ginocchione a guisa che adorar volesse e dirimpetto a sé fece star lei.

E così stando, essendo Rustico più che mai nel suo disidero acceso per lo vederla così bella, venne la resurrezion della carne, la quale riguardando Alibech e maravigliatasi, disse:
- Rustico, quella che cosa è che io ti veggio che così si pigne in fuori, e non l'ho io?

- O figliuola mia, - disse Rustico - questo è il diavolo di che io t'ho parlato. E vedi tu? ora egli mi dà grandissima molestia, tanta che io appena la posso sofferire.

Allora disse la giovane:
- Oh lodato sia Iddio, ché io veggio che io sto meglio che non stai tu, ché io non ho cotesto diavolo io.

Disse Rustico:
- Tu di'vero, ma tu hai un'altra cosa che non la ho io, e haila in iscambio di questo.

Disse Alibech: - O che?

A cui Rustico disse:
- Hai il ninferno; e dicoti che io mi credo che Iddio t'abbia qui mandata per la salute della anima mia, per ciò che se questo diavolo pur mi darà questa noia, ove tu vogli aver di me tanta pietà e sofferire che io in inferno il rimetta, tu mi darai grandissima consolazione e a Dio farai grandissimo piacere e servigio, se tu per quello fare in queste parti venuta se', che tu di'.

La giovane di buona fede rispose:
- O padre mio, poscia che io ho il ninferno, sia pure quando vi piacerà.

Disse allora Rustico:
- Figliuola mia, benedetta sia tu; andiamo dunque, e rimettiamlovi sì che egli poscia mi lasci stare.

E così detto, menata la giovane sopra uno de' loro letticelli, le 'nsegnò come star si dovesse a dovere incarcerare quel maladetto da Dio.

La giovane, che mai più non aveva in inferno messo diavolo alcuno, per la prima volta sentì un poco di noia, per che ella disse a Rustico:
- Per certo, padre mio, mala cosa dee essere questo diavolo, e veramente nimico di Dio, ché ancora al ninferno, non che altrui, duole quando egli v'è dentro rimesso.

Disse Rustico:
- Figliuola, egli non avverrà sempre così.

E per fare che questo non avvenisse, da sei volte, anzi che di su il letticel si movessero, ve 'l rimisero, tanto che per quella volta gli trasser sì la superbia del capo, che egli si stette volentieri in pace.

Ma, ritornatagli poi nel seguente tempo più volte, e la giovane ubbidiente sempre a trargliele si disponesse, avvenne che il giuoco le cominciò a piacere, e cominciò a dire a Rustico:

- Ben veggio che il ver dicevano que'valentuomini in Capsa, che il servire a Dio era così dolce cosa; e per certo io non mi ricordo che mai alcuna altra ne facessi che di tanto diletto e piacer mi fosse, quanto è il rimetter il diavolo in inferno; e per ciò io giudico ogn'altra persona, che ad altro che a servire a Dio attende, essere una bestia.

Per la qual cosa essa spesse volte andava a Rustico, e gli dicea:
- Padre mio, io son qui venuta per servire a Dio e non per istare oziosa; andiamo a rimettere il diavolo in inferno.

La qual cosa faccendo, diceva ella alcuna volta:
- Rustico, io non so perché il diavolo si fugga del ninferno; ché, s'egli vi stesse così volentieri come il ninferno il riceve e tiene, egli non se ne uscirebbe mai.

Così adunque invitando spesso la giovane Rustico e al servigio di Dio confortandolo, sì la bambagia del farsetto tratta gli avea, che egli a tal ora sentiva freddo che un altro sarebbe sudato; e per ciò egli incominciò a dire alla giovane che il diavolo non era da gastigare né da rimettere in inferno se non quando egli per superbia levasse il capo: - E noi per la grazia di Dio l'abbiamo sì sgannato, che egli priega Iddio di starsi in pace ; - e così alquanto impose di silenzio alla giovane.

La qual, poi che vide che Rustico più non la richiedeva a dovere il diavolo rimettere in inferno, gli disse un giorno:

- Rustico, se il diavolo tuo è gastigato e più non ti dà noia, me il mio ninferno non lascia stare; per che tu farai bene che tu col tuo diavolo aiuti attutare la rabbia al mio ninferno, com'io col mio ninferno ho aiutato a trarre la superbia al tuo diavolo.

Rustico, che di radici d'erba e d'acqua vivea, poteva male rispondere alle poste; e dissele che troppi diavoli vorrebbono essere a potere il ninferno attutare, ma che egli ne farebbe ciò che per lui si potesse; e così alcuna volta le sodisfaceva, ma sì era di rado, che altro non era che gittare una fava in bocca al leone; di che la giovane, non parendole tanto servire a Dio quanto voleva, mormorava anzi che no.

Ma, mentre che tra il diavolo di Rustico e il ninferno d'Alibech era, per troppo disiderio e per men potere, questa quistione, avvenne che un fuoco s'apprese in Capsa, il quale nella propria casa arse il padre d'Alibech con quanti figliuoli e altra famiglia avea; per la qual cosa Alibech d'ogni suo bene rimase erede. Laonde un giovane chiamato Neerbale, avendo in cortesia tutte le sue facultà spese, sentendo costei esser viva, messosi a cercarla e ritrovatala avanti che la corte i beni stati del padre, sì come d'uomo senza erede morto, occupasse, con gran piacere di Rustico e contra al volere di lei la rimenò in Capsa e per moglie la prese, e con lei insieme del gran patrimonio divenne erede. Ma, essendo ella domandata dalle donne di che nel diserto servisse a Dio, non essendo ancor Neerbale giaciuto con lei, rispose che il serviva di rimettere il diavolo in inferno, e che Neerbale aveva fatto gran peccato d'averla tolta da così fatto servigio.

Le donne domandarono: - Come si rimette il diavolo in inferno?

La giovane, tra con parole e con atti, il mostrò loro. Di che esse fecero sì gran risa che ancor ridono, e dissono:
- Non ti dar malinconia, figliuola, no, ché egli si fa bene anche qua; Neerbale ne servirà bene con esso teco Domeneddio.

Poi l'una all'altra per la città ridicendolo, vi ridussono in volgar motto che il più piacevol servigio che a Dio si facesse era il rimettere il diavolo in inferno; il qual motto passato di qua da mare ancora dura.

E per ciò voi, giovani donne, alle quali la grazia di Dio bisogna, apparate a rimettere il diavolo in inferno, per ciò che egli è forte a grado a Dio e piacer delle parti, e molto bene ne può nascere e seguire.

giovedì 28 febbraio 2008

La scuola


Alcuni giorni fa (28 gennaio 2008) su la Repubblica.it è stato pubblicato un articolo interessante. Riguardava la protesta in Francia dei professori per l’idea di una possibile valutazione da parte degli studenti. Questo il titolo:
***
Battaglia legale sull'idea di dare una pagella ai docenti
In campo i sindacati, tensione con il programma del governo

Francia, gli alunni danno i voti
prof in guerra: "Un abuso"
***
E questo il link: http://www.repubblica.it/2008/02/sezioni/scuola_e_universita/servizi/pagelle-prof-francia/pagelle-prof-francia/pagelle-prof-francia.html

Sinceramente non capisco quale sia il problema. So che i francesi hanno nel loro patrimonio genetico questa propensione allo sciopero e alla protesta (non me ne voglia Aurélien) ma in questo caso mi sembra sinceramente esagerata. E parlo come studente ma anche come docente. Qua in America tutti i professori (dai semplici insegnati di lingua a quelli di ruolo) vengono valutati a fine semestre dagli studenti. Quanto questo poi abbia influenza nel Dipartimento in cui il docente insegna (in caso di una valutazione totalmente negativa), non so dirvelo. Magari qualcuno protesterà dicendo che il problema in Francia riguarda l’apertura di un sito dove gli studenti possono dire quello che vogliono restando anonimi e non si tratta di valutazioni di fine semestre che vedono impegnati tutti gli studenti di una determinata classe. Beh, in America abbiamo anche questo: http://www.ratemyprofessors.com/ che naturalmente è una pagina web da prendere con le dovute precauzioni dato che solo gli studenti che conoscono il sito e che vogliono scrivere qualcosa, lo fanno. Torno alla mia prima questione: non capisco perché coloro che danno voti, giudizi e pagelle non debbano essere valutati dagli studenti. È come se volessero essere “intoccabili”. Se so che faccio bene il mio lavoro, dovrei essere tranquillo con la mia coscienza e non dovrei temere di essere valutato. Ricordando i miei anni liceali, non sarebbe stato male poter valutare negativamente e oggettivamente un paio di professori che non stavano né in cielo né in terra (mi riferisco, in particolare, a una prof. di matematica del biennio dello scientifico e ci metterei anche la prof. di storia e filosofia del triennio). In fin dei conti uno dei motti più conosciuti della Rivoluzione francese è stato “Liberté, Égalité, Fraternité”. Se non si dà agli studenti la possibilità di dare un proprio giudizio, dove va a finire la “liberté d’expression”?


PS. credo che sia giunto il momento di festeggiare. Se il blog non m'inganna questo è il centesimo post dalla sua nascita!!!!!! :-)

martedì 26 febbraio 2008

Intanto beccatevi questo.....

Prima che Bec pubblichi il già tanto atteso chilometrico post sulle gare, ecco a voi un contributo video... (giuro che la prossima volta che farò editing sarà sul Portogallo, giuro, giuro.... :-P )....




...perchè a volte le immagini contano molto di più delle parole....e chi c'era lo sa.....

venerdì 22 febbraio 2008

Come stai? bene grazie!

Giusto per mettere le mani avanti in vista delle importantissime gare di nuoto che mi vedranno scendere in vasca domenica prossima a Senigallia (e alle quali siete tutti moralmente impegnati a portare il vostro sostegno...) vorrei passare brevemente in rassegna le mie condizioni fisiche (in modo da poter dire "io l'avevo detto" una volta ottenuti risultati modesti....ah l'esperienza...)

  • KG in meno rispetto all'ultima gara (Desenzano 26-27/01/2008): 11,5
    • di cui 6,5 dovuti a dieta, 5 a debilitazione post influenza.
  • sostanze chimiche introdotte nell'ultima settimana:
    • Paracetamolo: 900g
    • Ketoprofene: 400g
    • Sali di lisina: 400g
    • Oximetazolina Cloridrato: 120g
    • Amoxicillina: 600g
    • Acido Clavulanico: 600g
    • Lansoprazolo: 700g
      • di cui dopanti: 0%, debilitanti 95%
  • Massa epatica: +15%
  • Funzionalità renale: -22%
  • Flora batterica intestinale:-87%

  • Allenamenti svolti nel mese di febbraio 2008:5
  • Acido Lattico: kg.3
    • di cui ancora da smaltire: kg.3
  • Crampi notturni (frequenza oraria): 3,7/h
per il resto tutto ok

giovedì 21 febbraio 2008

Parlamento pulito?!?!



È divertente la lettera che Sandro Bondi ha inviato ai coordinatori regionali di Forza Italia. Questo quello che troviamo scritto su la Repubblica.it:

***

Fi: "No a inquisiti nelle liste tranne vittime di processi politici"


"Eventuali procedimenti penali che riguardano nostri parlamentari o eventuali candidati, esclusi naturalmente quelli che, come sappiamo, hanno un origine di carattere politico -scrive Bondi- costituiscono un motivo sufficiente di esclusione dalle liste, soprattutto per un partito come il nostro che ha sempre potuto vantare un'assoluta onestà da parte di tutti i suoi rappresentanti".

***

Scusate... ora non ricordo.. chi è il lider máximo di Forza Italia?

Hasta la victoria siempre, Berlusca! (naturalmente mi riferisco alla "victoria" contro i giudici per tutti i processi in cui è stato, è e sarà chiamato in causa... ma povero... chissà come mai i comunisti ce l'hanno tanto con lui che non ha mai fatto nulla di male...)

mercoledì 20 febbraio 2008

ma boh, sto PD?

Mi dispiace ma la paura è troppo grande per potere aderire al boicottaggio delle liste bloccate!


e purtroppo per evitare il ritorno di un incubo, mi toccherà votare il PD. Purtroppo perché bisogna scendere a compromessi con i propri principi e questo proprio non mi piace! Per tutte le cose su cui devo chiudere gli occhi leggetevi pure il post sul mio blog.

Qui ho tagliato i miei commenti, ma vorrei chiedere a coloro che difendono la novità del PD, ma lo sapete che stiamo per votare per il partito della Binetti?!?!?!
Ma lo sapete che dei temi etici non si può parlare? Così come non si può parlare di pace o tantomento di decrescita.
Io non sono un'estremista, lo so che a Napoli bisogna fare gli inceneritori e se si faranno insieme ad una vera politica di riciclaggio, che si facciano, emetteranno meno diossine dei roghi per la strada! La TAV? Ottima idea, si potrebbero anche convincere gli ecologisti, basterebbe mostrargli che i voli interni Parigi-Lione sono stati tutti cancellati da quando in Francia c'è l'alta velocità, perché si preferisce il treno all'aereo. Ma votare per un partito che continuerà ad appoggiare la base di Vicenza, be' non è facile, almeno per la mia coscienza.

E oggi l'ultimo colpo... finalmente un regolamento per le liste che promuove i giovani e fa un po' di pluizia di corrotti e condannati, ma con il regolamento è arrivato anche il primo compromesso.
Si era detto che le liste avrebbero rispettato il principio dell'alternanza di genere, ma invece della metà dei posti eleggibili solo 1/3 sarà riservato alle donne. L'unica cosa positiva delle liste bloccate è la possibilità di rimediare alla vergognosa mancanza di parità in parlamento, ma ci siamo giocati anche quest'ultima possibilità. 1/3 è già qualcosa, senza dubbio, ma è anche un primo compromesso verso il passato!

martedì 19 febbraio 2008

Campagna "NO Liste bloccate" ... parliamone

Già ieri ho letto il post che Michele ha pubblicato sul suo blog personale, in cui chiede di aderire a questa campagna inserendo sulle proprie pagine il banner "io non voto liste bloccate".
Dicevo, ieri ho letto, e da ieri penso al da farsi. Naturalmente non ho preso l'iniziativa per ...Che vita fé?, ma non l'ho fatto neanche per man@blog: questo per uno spirito che in questo momento è di grossa indecisione.
Ormai è palese che i politici (magari non tutti) c'hanno stufato, che non se ne può più di promesse non mantenute e che la gente ha voglia di non essere più presa per il culo.
Per certi versi mi sento molto disilluso: la mia stessa esperienza di Consigliere di Circoscrizione, per quanto acerba, mi sta mostrando che gira che ti rigira, dal basso emerge molto ma molto poco e la partecipazione alle decisioni è minima. Ho così il sentore di quanto negli ambienti più alti della politica il teatrino delle promesse poi non mantenute sia ancora più amplificato è più manipolato da quei pochi individui che alla fine devono decidere.
In tutto questo si inserisce la campagna promossa da Michele, che dice di muovere un ricatto alla classe politica, minacciando di non votare con questa legge elettorale.... benissimo: sono pienamente d'accordo sul fatto che questa legge è pessima! E sono d'accordo sul cercare di fare qualcosa per far sì che venga cambiata!
Ma sono anche consapevole del fatto che non votando, poi dovrò prendermi quello che gli altri hanno deciso anche per me! ... e per 5 anni, molto probabilmente!
E se come lui stesso mi ha detto, che io voti o meno, andranno su quelli che questa legge l'hanno fatta e che non la ricambieranno, beh io mi sento di rispondere che vorrei fare in modo che non sia anche un po' "colpa" mia se questo succede!
E' vero che ultimamente lo schifìo generale ha avvolto tutta la classe politica e non si riesce più a capire chi è il meno peggio da una parte e dall'altra... io, da ottimista quale credo d'essere (a volte pure esagerando, forse!) spero di riuscire ad individuarlo prima del 13 Aprile.

Ora vorrei sapere cosa ne pensate voi... (mi rivolgo agli admin, ma non solo) ed ovviamente vorrei che diceste se per voi il nostro blog deve aderire o meno.
Io per ora, mi sento di dire no, non perchè contrario, ma perchè non (ancora?) favorevole.

sabato 16 febbraio 2008

Nickname non necessari

Non significa che non servano, anzi, senza quelli non ci saremmo mai potuti riconoscere!
Significa che in questo post penso sia superfluo scrivere, vicino alle foto, i nickname di chi ieri sera ha partecipato alla cena che da giorni era in calendario nell'etere senigalliese.
Questo lo dico perchè per chi legge i nostri blog va bene che restiamo entità più o meno definite... chi voleva associare un viso ad un nomignolo, doveva essere al Casale!! (ormai penso si possa dire dov'eravamo...)
Cena alla quale i quattro volenterosi (e non malati) di Che vita fé? arrivavano un po' da neofiti degli incontri tra blogger ed un po' pronti a giustificarsi per non aver studiato il piano Cervellati, tirando fuori le vecchie storie che si usavano alle superiori della nonna che si era sentita male, il gatto investito da un pirata, il fratello di tre anni che ci aveva distrutto i libri tagliuzzandoli...
Timori che si sono rivelati del tutto infondati, perchè abbiamo conosciuto davvero della bella gente: appassionata per ciò che fa, desiderosa di conoscere, discutere, far sapere la propria; persone che si sono trovate subito a proprio agio e che dopo un soddisfacente conviviale (grazie a chi, suo malgrado, mi ha fatto provare il fantastico abbinamento prosciutto e miele...bleahh...) hanno steso le planimetrie e si sono messe virtualmente a gironzolare per le vie della Senigallia che sarà... o meglio che vorrebbero "tirare su" (mi sembra il termine appropriato!)
cena blogger senigalliesi

Grazie a tutti i partecipanti... per esserci stati e per esserci in generale!!
Ed ora la proposta è già partita: la prossima cena si farà in un posto raggiungibile in bici e con una temperatura esterna un po' più altina... una specie di Critical Food, insomma!!
A presto!

venerdì 15 febbraio 2008

martedì 12 febbraio 2008

Evviva il Medioevo!




La Cei critica 'Caos calmo', scena di sesso troppo pesante. E invita gli attori a fare obiezione di coscienza.


Non si placa la polemica per la scena erotica fra Nanni Moretti e Isabella Ferrari di Caos calmo, il film di Antonello Grimaldi arrivato venerdì scorso nelle sale con l'indicazione "per tutti" (quindi senza divieti) e già primo al box office. Dopo Famiglia cristiana anche il responsabile della Cei per la pastorale giovanile, don Nicolò Anselmi, critica la scena d'amore.
E, in una lettera ai ragazzi che andranno alla Giornata mondiale della gioventù di Sydney, avanza la proposta che professionisti seri come Moretti e la Ferrari rifiutino in futuro di prestarsi a "girare scene erotiche volgari e distruttive".

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No comment.

lunedì 11 febbraio 2008

La domenica sportiva

Poteva essere la tipica domenica italiana, con il classico homus italicus spaparanzato sul divano davanti a Controcampo (ripensando, tra l'altro, ai bei tempi di 90° Minuto!)
Con i servizi che si susseguono, gli assist che scorrono, i dribbling che si sovrappongono...
E così è stata! :-)
...Perlomeno finchè lo spavaldo Bec, non mi ha sfidato a bowling: metti la fortuna del principiante, metti la calibrazione subito raggiunta nel tiro, l'effetto, la velocità di esecuzione....
Fatto sta che il povero sfidante è stato assolutamente surclassato, rimediando una sonora batosta...
E vabbè, che ci volete fare, la domenica, da anni, è per me il giorno dello sport per eccellenza, se mi provocate è a vostro rischio e pericolo!!

(c'è da dire, ad onor del vero, che il risultato è stato ottenuto solo perchè si giocava con il Nintendo Wii, e che non sarei mai stato capace di una prestazione simile se si fosse trattato del REALE giuoco del bowling!!)