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Basta! Parlamento pulito

venerdì 7 settembre 2007

As Pajelinhas du Portugau

Prendendo spunto da una sanissima abitudine che viene dal mondo del nuoto ecco le pagelline che ci siamo meritati dopo la splendida settimanella trascorsa agli estremi confini occidentali d'europa, al di là delle colonne d'ercole:

D.B. - "O B.":
È dal mese di luglio che ci rompe le orecchie con l'improbabile portoghese di "jobi jobao" termina questo suo bizzarro percorso imitando un imprecisato conduttore della famigerata "Radio Bongo" congolese.... inspiegabile. Quello che ci ha regalato all'uscita del santuario di Fatima rimarrà, comunque, ad imperituro ricordo dei nostri otto giorni insieme.
AD ALTO VOLUME

Lorenzo Beciani - "O Beji":
Autore del pezzo peggiore quando costringe i suoi compagni a scardinare una serratura di un hotel perché aveva "perso" la chiave nella sua borsa, rimane, però, malissimo quando non viene portato negli unici due posti interessanti del Portogallo: i megaliti di Evora e i Fenicoteri della palude di fronte a Faro. In preda ad uno strano virus, passa un giorno a Lisbona addormentandosi ogni volta che si siede. Trascorre il resto della vacanza tentando di catalogare tutte le razze canine portoghesi.
VECCHIA ROCCIA

Eleonora Bigelli - "A Bijelinha":
Tre guide, una telecamera e un'inesauribile voglia di conoscere tutto il Portogallo dalla nascosta finestra manuelina allo scorcio del quartierino di Lisbona, dalla turrita Guimaraes ai nidi di cicogna di Faro. Guida il gruppo verso le bellezze storico-artistico-naturali del paese di Vasco da Gama. Purtroppo la giovane età non basta e il suo menisco salta proprio la prima sera costringendola ad una settimana completamente claudicante. Ma come Enrico Toti, senza stampella, affronta i saliscendi lusitani con stoica abnegazione
CAPOCORDATA

Luca Ceccacci - "O Çecu":
Degno esponente della scuola fotografica senigalliese mette a dura prova le sue schedine flash immortalando praticamente tutto ciò che gli passa davanti e dietro. A volte bisogna guidarlo come un cieco dato che tende a camminare a testa in su con gli occhi incollati all'obiettivo. Notevolissima, ma non avevamo dubbi, la sua performance a tavola dalla trippa della prima sera alle drammatiche sardelle dell'ultima, rende sempre onore al cibo locale sia che si trovi nel suo piatto sia in quello degli altri. Peccato solo che inizi la sua giornata non prima delle 11.00 AM
DA PREMIO PULITZER

Valentina Giammichele - "A Vaji":
Debutta con una felpa blu con il pon-pon rosso...ed è tutto dire...Nonostante le sue abitudini nettamente pantofolaie stupisce il resto del gruppo per la grande resistenza alla fatica e alla privazione del sonno ( certe notti abbiamo dormito solo sette ore). Fallisce, purtroppo, nell'unico compito comunitario affidatole: DJ e addetta all'aria condizionata nel pulmino. Ventate gelide e torride mezz'ore si alternavano senza soluzione di continuità e alla radio passavano centinaia di radiogiornali portoghesi e il Raul Casadei dell'Extremadura ci ha sbomballato a lungo.
FREDDO E FADO

Lucia Mangone - "A Lula":
Il "ringhio" della comitiva tiene sotto controllo le nostre escandescenze verbali fino a quando la salute l'abbandona ed è costretta ad assumere dei medicinali. Dopo tre consulti medici, e senza rompere assolutamente (...), prende quattro tachipirine che la abbioccano per un paio di giorni e riesce a non rovinarsi troppo la vacanza che verrà ricordata per l'acquisto di una poco proponibile borsa con degli amennicoli appesi.
COSTIPATA

Elisabetta Maracchini - "O Topinhu":
Sempre presente nelle delegazioni trattanti per mercanteggiare le camere per la notte, al contrario della sua metà dimostra una conoscenza della lingua quantomeno sorprendente. Tristemente nota alle autorità portoghesi per aver deturpato con un chewing gum la foresta di Sintra - patrimonio mondiale dell'umanità - e per essersi accanita a pietrate contro uno scoglio nella più bella spiaggia dell'Algarve al belluino scopo di nutrirsi con uno dei poveri mitili che sperava di trovare pace in una spiaggia "bandiera Blu"...senza parole.
PREMIO ATTILA 2007

Marco Santin(i) - "Bel Puteo":
Tenta in tutti i modi di interagire con la popolazione locale dando fondo a tutte le sue conoscenze linguistiche... Indimenticabile la sua ordinazione del vino a Porto: parte con un timido portoghese, passa ad un più agevole spagnolo, straborda nell'italiano e conclude con un'intonazione veneta per un improbabile "bon". Sfinito da giorni e giorni di tentativi più o meno miseramente falliti di comunicazione gioca la carta della radice comune provando ad chiedere ad un farmacista un collirio in un latino volgare dell'alto medioevo ("Collirium per oculus"). Per favore il prossimo viaggio facciamolo entro le Alpi...
DE AGOSTINI PER NOI

9 commenti:

ele ha detto...

...bravissimo!

lucacecco ha detto...

post spettacolare!!
bravo O Beji....
io (GIURO su quello che volete :-D ) ho i lacrimotti dal ridere come uno scemo davanti allo schermo!

lucacecco ha detto...

a mio parere sulla pajelinha del Bel Puteo manca una delle scene più belle di tutto il viaggio... la performance alla guida del pulmino all'altezza di Olhao, tra Faro e Tavira, quando all'uscita di una rotatoria si è trovato una coda di auto sulla corsia destra e si è fermato aspettando fiducioso per diversi minuti che scattasse il verde.... PECCATO, DAVVERO PECCATO, che la fila fosse di auto in SOSTA!!

Santo ha detto...

a mi me piase sto poste... peccado che vi siate dimenticaji de recordar la feira dos istrumento musicales usados...

Vale ha detto...

Purtroppo, nonostante il post sia carino, mi trovo a dover contestare categoricamente quanto su di me affermato.
Ritengo, infatti, di aver svolto la mansione affidatami con estrema diligenza e serietà, anzi, oserei dire alla perfezione!
Attendo, pertanto, pubbliche e formali scuse dall'autore.
Cordiali saluti.

Bec ha detto...

Vabbe': «Votazione Democratica: chi dà ragione all'estensore del post quando dice che Vale era completamente rincoglionita?»
Poi vediamo...

Santo ha detto...

vale rinco. ragione a beji

lucacecco ha detto...

in effetti devo dire che solo la mia proverbiale resistenza a qualsiasi temperatura ha fatto sì che, pur stando spesso seduto davanti, non mi ammalassi per il freddo nel pulmino... ne è la riprova la febbrona con placche alla gola che O Beji si è beccato! (considerate, infatti una settimana di incubazione del malanno!!!)
in compenso, grazie alla nostra inerte dj, abbiamo scoperto l'equivalente portoghese del nostro Ligabue... Luciao Anoda-A-Vaca!!

Vale ha detto...

tipica solidarietà maschilista! Assolutamente prevedibile...